Linfodrenaggio

Home Su Listino Convenzioni Dove siamo SpiroTiger La ginnastica Links Chi sono

Home
Su

 

Linfodrenaggio

L'espressione "linfodrenaggio" è ormai diventata di uso comune come abbreviazione per linfodrenaggio terapeutico e fisioterapia dell'edema.

Il sistema dei vasi linfatici rappresenta una via di trasporto supplementare al sistema venoso. Esso inizia a fondo cieco nell'interstizio e termina nel sistema venoso in vicinanza del collo bilateralmente .

Le sue funzioni sono:
1. Sistema di drenaggio
per la rimozione del liquido interstiziale eccedente e delle sostanze a trasporto linfatico obbligato, la cui mole non ne permette il riassorbimento attraverso i capillari venosi , p. e. grassi, proteine ad alto peso molecolare, cellule vive e morte, frammenti di cellule, corpi estranei, batteri, prodotti del metabolismo.
2. Sistema di difesa e di filtrazione nei linfonodi.

Fisiopatologia della formazione degli edemi:
1. Patologie del sistema dei vasi linfatici:
insufficienza linfostatica = diminuita capacità di drenaggio.
Nei linfedemi primari per ipoplasia, aplasia, ectasia dei vasi linfatici oppure per fibrosi primaria dei linfonodi. Si manifesta soprattutto a livello delle gambe.

Nei linfedemi secondari per lesioni dei linfonodi o delle vie linfatiche successive ad interventi chirurgici , radiazioni, traumi, infiammazioni, ustioni, tumori o malattie causate da parassiti.

Linfedema più frequente: linfedema secondario del braccio dopo svuotamento linfonodale ascellare e radioterapia per carcinoma mammario.

2. Sovraccarico del sistema linfatico sano: insufficienza linfodinamica = eccessiva produzione di liquido, p. e. nei flebedemi, negli edemi infiammatori e negli edemi reumatici.

Gradi degli edemi:
0o preedema = edema latente (alle gambe come edema reversibile)
1o edema lieve = fino 25%
2o edema discreto = fino 50%
3o edema forte = fino 100%
4o edema massivo = fino 200%
5o edema gigante= oltre 200%
(Nei gradi 1-5 si parla di edema manifesto.)

In caso di edema monolaterale:
Aumento del volume rispetto al lato sano
Facile determinazione del grado dell'edema con l'ede¬mometro:

In caso di edema bilaterale delle estremità, edemi della testa, del collo e del tronco la stima deve essere compiuta in modo soggettivo, e per fare ciò è necessaria una notevole esperienza.

Per la determinazione precisa dei volumi si applica il metodo dei 4 cm secondo Kuhnke. Mani e piedi però devono essere misurati tramite immersione.

Linfodrenaggio terapeutico:
Si tratta di una tecnica di fisioterapia nella quale si effettuano delle prese con ampia superficie d'appoggio. I movimenti sono circolari, con uno spostamento in direzione del cuore, così da favorire la corrente centripeta dei vasi linfatici, e provocare una deformazione dei tessuti lenta e con lieve pressione. Tramite la frequente ripetizione delle prese durante il trattamento si riesce a stimolare l'automatismo muscolare dei vasi linfatici (contrattilità linfovasale) in maniera tale che la possibilità di una contrazione rafforzata persista per delle ore. Con un trattamento protratto per diversi mesi si arriva ad un incremento della capacità di trasporto linfatico ed alla formazione di efficienti vasi collaterali linfatici a livello della cute.

Il trattamento del sistema dei vasi linfatici a zone è di particolare importanza. Esso consiste nel trattare prima la zona di sbocco e dopo la parte a valle, p. e. nel trattamento del braccio: prima i vasi linfatici del collo, poi quelli del braccio, dell'avambraccio e della mano. In ogni zona il trattamento viene eseguito dalla parte distale verso quella prossimale.

In presenza di edema si aggiungono delle prese cosiddette "da edema" che provocano un maggiore assorbimento di liquido da parte dei capillari linfatici e venosi. La pressione applicata varia in base alla consistenza dell'edema. Prima e dopo l'applicazione delle prese da edema si eseguono le prese di linfodrenaggio. Dopo il trattamento bisogna applicare un bendaggio oppure una calza (o guaina) di compressione per evitare il reflusso dell'edema nel tessuto reso morbido dal linfodrenaggio. Con tale calza si dovrebbe eseguire una ginnastica leggera e non troppo faticosa. Mentre non è indispensabile indossare la calza (o guaina) di compressione durante la notte.

Nel massaggio classico, al contrario di quanto avviene nel linfodrenaggio, si eseguono delle deformazioni del tessuto più forti ed iperemizzanti, che possono causare un peggioramento degli edemi.

Il linfodrenaggio viene effettuato da linfoterapisti, che sono dei massofisioterapisti altamente specializzati.

Terapia degli edemi:
Prese di linfodrenaggio e da edema
+ trattamento di compressione
+ ginnastica
+ posizione elevata
= Fisioterapia dell'edema.

Edemi trattabili con linfodrenaggio come terapia primaria o coadiuvante:
1. Linfedemi
-linfedemi primari delle gambe, delle braccia, della testa e del tronco.
-linfedemi secondari,
-delle gambe soprattutto dopo dissezione dei linfonodi addominali o inguinali, oppure dopo radioterapia per carcinomi dei      genitali interni o esterni, della prostata, della vescica, del colon, della cute o dei linfonodi.
-delle braccia soprattutto dopo dissezione dei linfonodi ascellari o sovraclaveari, oppure dopo radioterapia per carcinomi       mammari, laringei, della cute o dei linfonodi.
-alla testa soprattutto dopo dissezione dei linfonodi cervicali, oppure dopo radioterapia per carcinomi della bocca, della faringe,  della laringe, della tiroide, della cute o dei linfonodi.
-Linfedema maligno: ostruzione delle vie linfatiche causata da un carcinoma o da metastasi.
2. Flebedema
-causato dal ristagno venoso per varici o sindrome posttrombotica, anche in caso di ulcus cruris.
3. Edemi traumatici
-edemi passeggeri causati da incidenti con schiacciamenti, fratture o distorsioni, dopo interventi chirurgici o ustioni. Morbo di Sudeck. Ematomi.
4. Edemi artificiali
-causati da autostrozzamento di un arto.
5. Edemi ischemici
-dopo interventi chirurgici alla mano con tourniquet, in caso di gravi disturbi della circolazione, dopo ricostruzione dei vasi sanguigni.
6. Edemi reumatici
-per calmare i dolori in caso di affezioni reumatiche sia infiammatorie che degenerative.
7. Edemi "infiammatori cronici"
-in caso di eczemi cronici (non in caso di eczemi acuti o infiammazioni causate da batteri), di sclerodermia, dopo radioterapia
8. Edemi da disuso
-in caso di paralisi delle gambe.

Edemi riguardanti esclusivamente le donne:

9. Lipedemi
-edema doloroso del tessuto adiposo oppure lipodistrofia dolorosa con presenza di senso di pesantezza, tensione e dolore.
10. Edema della gravidanza
-bisogna escludere un'affezione renale.
11. Edemi ortostatici
-edemi reversibili delle gambe che si formano dopo una permanenza in piedi di anche solo poche ore, la cui terapia di base è però la compressione.
12. Edemi idiopatici
-tendenza alla congestione generale di tutto il corpo, specialmente premestruale ed in menopausa a causa dell'aumentata permeabilità capillare.
13. Edemi da abuso di diuretici.

Ulteriori indicazioni del linfodrenaggio:
Ulcerazioni e decubito con edema concomitante. Edema cardiaco refrattario alla terapia farmacologica. Congestioni essudative minime che si trovano associate a mialgie, tendinopatie, periartriti, periostiti, epicondiliti. Nei disturbi muscolari dopo attività sportiva. Possibile terapia nell'emicrania, nevralgia del trigemino, nella paresi reumatica acuta del facciale e nel morbo di Menière.
Il linfodrenaggio può essere eseguito a livello ambulatoriale o ospedaliero, soprattutto in cliniche linfologiche specializzate.

Il trattamento a regime di ricovero
È indicato per linfedemi dal 3o grado in poi, flebedemi con ulcerazioni, lipedemi molto dolorosi ed edemi idiopatici. Inoltre, per edemi meno pronunciati, ove non si ottenga un miglioramento soddisfacente con il trattamento ambulatoriale oppure se accompagnati da complicazioni come erisipele, vescichette linfatiche, fistole linfatiche, fibrosi massive, danni neurologici da radiofibrosi, ulcere radiogene, dolore intenso, malattie gravi associate, metastasi cutanee aperte e dopo interventi chirurgici nella zona edematosa. Il trattamento ospedaliero dura da 2 a 8 settimane, in relazione alla gravità del caso. Durante la degenza, viene effettuato il linfodrenaggio 2 volte al giorno di 45 min. Successivamente si applica un bendaggio di compressione, e si esegue ginnastica ad intervalli. La dimissione ha luogo dopo la riduzione ottimale dell'edema e dopo che il paziente è stato fornito di una calza o guaina di compressione su misura. Per edemi di grado superiore possono essere necessari ripetuti ricoveri.

Di solito tutti gli altri edemi possono essere trattati ambulatoriamente. Anche dopo il ricovero in clinica comunque è indispensabile un trattamento ambulatoriale a lungo termine (per mesi o anni), a causa della cronicità della patologia. Il trattamento ambulatoriale deve essere eseguito regolarmente e la frequenza varia in relazione al grado dell'edema da una volta alla settimana a una volta al giorno. Durata del singolo trattamento: 30-45 min.

Terapia coadiuvante:
Nei linfedemi importanti è possibile l'uso di un apparecchio di compressione in combinazione con il linfodrenaggio alla radice dell'arto. È necessario che la terapia manuale che segue e precede tale applicazione, ne abbia la stessa durata.
È opportuno mantenere l'arto in posizione elevata.

Terapia sbagliata dei linfedemi:
Diuretici, perché non possono rimuovere le proteine dall'interstizio.
Esclusiva compressione con l'apparecchio, perché può causare una fibrosi circolare alla radice dell'arto prossimalmente al manicotto.
Fasciatura eseguita in modo violento oppure in narcosi, perché comporta il pericolo di strappi dei vasi linfatici e di ematomi con ulteriore danno alle vie linfatiche.

Controindicazioni del linfodrenaggio
Infiammazioni acute batteriche dell'estremità edematosa (pericolo di diffusione).
Trombosi acuta (pericolo di embolia polmonare).
Eczemi acuti da contatto a carico dell'estremità edematosa (pericolo della generalizzazione).
Insufficienza cardiaca scompensata (pericolo di edema polmonare).
Tumori maligni con sole metastasi locoregionali (pericolo di disseminazione linfogena accelerata, perciò solamente sotto terapia citostatica od ormonale). È permessa la terapia palliativa in caso di metastasi molto estese.

Rischi associati all'edema (maggiore incidenza in assenza di linfodrenaggio terapeutico)
Peggioramento dell'edema con aumento dei disturbi, possibile inabilità al lavoro.
Progressiva fibrosi (indurimento) del tessuto connettivo causata dal deposito e dalla trasformazione di proteine nell'interstizio con congestione irreversibile.
Erisipele (il rischio di un erisipela è in relazione al grado dell'edema, ca. 35% negli edemi elefantiaci).
Sindrome di Stewart-Trewes = linfangiosarcoma di alta malignità, nell'1% dei linfedemi non trattati di grado elevato, soprattutto secondari.

Profilassi dell'edema:
Evitare l'esposizione dell'estremità edematosa o a rischio di edema a:
•ferite (animali, insetti, iniezioni, lavoro in cucina e giardinaggio),
•sforzi eccessivi durante il lavoro (eventualmente cambio della professione),
•sforzi eccessivi durante lo sport (niente prestazioni elevate, solamente ginnastica ad intervalli),
•massaggio classico,
•surriscaldamento (scottatura da sole, acque termali),
•congelamenti,
•infezioni locali (profilassi di erisipele e micosi),
•interventi chirurgici (solamente nelle indicazioni vitali),
•vestiti stretti,
•protesi mammaria pesante in caso di edema del braccio manifesto,
•sovrappeso, soprattutto in caso di edemi delle gambe.

 

 

Home | Listino | Convenzioni | Dove siamo | SpiroTiger | Il massaggio | La ginnastica | Links | Chi sono

Ultimo aggiornamento:  07-04-12

info@massoterapie.it   tel. 3490917577